Il progetto è promosso dalla Associazione “Fiamme Verdi” Brescia, aderente alla F.I.V.L.


PERCHÉ «IL RIBELLE» ON LINE

Partigiani delle FF.VV. in Mortirolo (1945) | © Istituto storico della Resistenza bresciana e dell'età contemporaneaLa stampa partigiana clandestina è forse l’elemento ideale e culturale più caratteristico della Resistenza bresciana, specialmente di quella di impronta cattolica, precocemente raccoltasi attorno all’esperienza delle brigate e divisioni «Fiamme Verdi», raggruppamenti partigiani autonomi attivi dall’autunno 1943 principalmente nella città e nelle valli.
Luogo nevralgico dell’elaborazione culturale del pensiero libero e democratico, la stampa clandestina si proponeva principalmente due obiettivi: informare i combattenti sui fatti bellici più importanti ed educare i lettori – in primis i partigiani, ma anche la popolazione civile – al confronto e al dialogo democratico, proponendo riflessioni (ma anche provocazioni) ideali, culturali e morali rivolti alle libere coscienze degli italiani. Dalle ceneri del primo foglio dattiloscritto dell’antifascismo cattolico bresciano, «Brescia libera» (diffuso tra il novembre 1943 e il gennaio 1944 e cessato dopo l’arresto e l’uccisione di Astolfo Lunardi ed Ermanno Margheriti, il 6 febbraio 1944) nacque la più importante esperienza di pubblicazione periodica irregolare della resistenza lombarda: il giornale «il ribelle», fondato a Brescia nel 1944 da figure eminentissime del partigianato cattolico (Teresio Olivelli, Laura Bianchini, Claudio Sartori, don Giuseppe Tedeschi, Enzo Petrini e molti altri).
Fin dai suoi esordi, il progetto de «il ribelle» si presentava come molto ambizioso: il giornale fu tirato in migliaia di copie fin dal primo numero, e fu diffuso grazie ad una fitta rete di collaboratori e sostenitori nella città, nelle valli bresciane e bergamasche, nella pianura lombarda e nelle principali città della Lombardia e dell’Emilia. Organo ufficiale delle «Fiamme Verdi» bresciane, «il ribelle» diede sempre ampio spazio alla cronaca degli scenari di guerra della città e della provincia: tutti i suoi numeri uscirono sempre con l’indicazione della stampa a Brescia, anche se materialmente fu impaginato e stampato in altre località della Lombardia (principalmente Milano e Lecco), per ragioni di sicurezza e segretezza. Accanto alle notizie non censurate sull’andamento della guerra, su «il ribelle» si condensarono gli ideali più significativi dell’esperienza resistenziale delle «Fiamme Verdi»: dalle riflessioni sul futuro dell’Italia dopo la sconfitta del nazifascismo alla promozione dei valori che troveranno attuazione nella Carta costituzionale, dal ricordo dei Caduti per la libertà (anche attraverso la pubblicazione di lettere di condannati a morte) al pensiero per l’attuazione della giustizia sociale, della democrazia, della pace: pagine che rappresentano, ancora oggi, il testamento morale di quell’esperienza partigiana.
Nel 2015, anno del 70° Anniversario della Liberazione, l’Associazione «Fiamme Verdi» (aderente alla Federazione Italiana Volontari della Libertà) ha promosso la ristampa anastatica dell’intera serie di «Brescia libera» e de «il ribelle» (1943-1945), che è stata distribuita nelle scuole e nelle biblioteche civiche,  oltre che ai cittadini e cittadine di Brescia e provincia (e non solo), per rilanciare il messaggio conservato in quelle pagine, per riportarlo all’attenzione e alla riflessione delle giovani generazioni. Oggi, con questo sito, le FF.VV. mettono a disposizione del vasto pubblico la raccolta anastatica in formato digitale per proseguire quell’importante opera di divulgazione storica e memoriale di quei valori per una loro promozione nella società attuale, che è il primo e fondamentale compito al quale è chiamata.